Studiamo e impariamo il “tempo” del Timorasso, di Erika Mantovan

E in questa prima “serie Tv”, diventata ormai un cult, le novità che invogliano a seguirla non sono tardate ad arrivare: la cantina Oltretorrente è una realtà giovanissima che crea un bel “logico disordine”. La qualità raggiunta dei vini partoriti in soli 7 anni di attività è strabiliante. Chiara e Michele sono due giovani agronomi che dopo la laurea e qualche esperienza in cantine delle Marche finiscono tra i Colli tortonesi. Un caso, un destino, fatto sta che si spingono fino a Paderna e qui trovano la strada per iniziare il proprio percorso come produttori con 50mila euro. L’ integrità e l’ampia superficie un po’ libera ed incontaminata a tratti abbandonata da vecchi contadini era pronta a concedersi e liberare, insieme a loro, il proprio talento. E allora nel 2010 si parte e si lavora alla vecchia maniera: con passione e manualità. I 7 ettari sono suddivisi in 6 diverse parcelle in cui le piante si trovano esposte a Nord e a Sud a 300 metri, e sono di età sia secolare che giovane (15 anni). Il tutto è lavorato con approccio sano e sensibile finalizzato al recupero della naturale fertilità dei suoli. Oggi l’azienda è certificata biologica.

E nella cantina, dove tutto è iniziato, nel cuore del paese, quando si scende sotto terra si trovano vecchie vasche in cemento, ancora usate per le fermentazioni, e le barrique francesi destinate all’affinamento dei rossi.

Il tempo è il risultato di trasformazioni e fatiche e regala, infatti, molte soddisfazioni: per Oltrettorente si sono aperti e sviluppati i mercati stranieri (15) e quello italiano. Con i primi guadagni si è dato il là ad ulteriori investimenti e quindi nuove vasche da inserire in un locale più grande e funzionale cosi da continuare a sfidarsi focalizzandosi, in primis, sul vitigno più redditizio: il Timorasso. Questa “nicchia ecologica” è degna del nome Oltrettorrente alias “Parma Vecchia”, conosciuta per aver sempre ospitato gente lontana e diversa. Dopo la nascita dei figli e Michele e Chiara sono stati ancora più generosi con questa terra. Generosi, si, come i loro vini: il Cortese 2016 si illumina nel bicchiere con scintille di pompelmo e mallo di noce. E al palato si scalda con equilibrio e costante sapidità e freschezza. E il Timorasso? Quello nato nel 2010 è un velluto di agrumi. Una plancia strutturata e piena. Un grande artista che pittura una tela delicata e fresca a pastello che sa di zafferano.

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